Forfait dei deputati per il dibattito all’Ars sullo scempio del nostro territorio

Indignati i messinesi Panarello, Laccoto, Picciolo. Se ne riparlerà martedì. Rinvio sul Piano casa
In un’aula semi vuota, presenti una ventina di deputati su novanta, l’Assemblea regionale siciliana ha affrontato il caso Messina. Grande delusione per chi pensava di partecipare a un dibattito acceso, approfondito, appassionato, dovuto dopo quello che si è verificato nella tragica notte di giovedì scorso a sud di Messina.
Ma la gran parte dell’Aula, assente il presidente della Regione Raffaele Lombardo impegnato a Roma, ha dato forfait svuotando di interesse gli interventi, perché certo non è esaltante parlare a un ventesimo del corpo parlamentare.
Ma così è stato per i messinesi Filippo Panarello, Giuseppe Laccoto, Beppe Picciolo, e pure per il palermitano Cintola che hanno affrontato la questione della tutela del territorio sotto vari aspetti per denunciare le tante omissioni, le negligenze, i ritardi che hanno caratterizzato la vicenda, sottovalutata nonostante le ripetute interrogazioni. Se ne riparlerà martedì prossimo.
E a proposito dell’attività ispettiva dei parlamentari, l’occasione è stata utile per rimarcare come essa appare svilita in mera esercitazione retorica priva di effetti: se infatti solo qualcuna delle interrogazioni presentate avesse trovato riscontro, si poteva e doveva operare di conseguenza, e certamente si sarebbe ridimensionato il tragico bilancio di vittime tra Giampilieri e Scaletta.
Inqualificabile comunque il disimpegno di tanti parlamentari rispetto al dramma che si è consumato in riva allo Stretto: almeno per rispetto alle vittime, a centinaia di persone ritrovatesi all’improvviso senza casa; all’enorme problema di quello che ormai viene definito un “abusivismo legale”. Autorizzazioni, con tanto di timbri e bolli dell’autorità di controllo, rilasciate per consumare altri scempi del territorio.
Perché non si tratta solo di fatti antichi ma anche di situazioni ma recenti e recentissime, alcune tuttora in corso d’opera: il risultato è di cantieri in zone vietate, come sulla spiaggia; di altri prossimi a partire perché ormai forti di autorizzazioni già incamerate. Case e lottizzazioni su sponde dei torrenti o in zone non servite da strade, o appiccicate alle colline o direttamente sull’arenile.
Tutti sanno e vedono ma gli uffici esaminano documenti e se le “carte” sono apposto… il “visto, si approva” è assicurato.
L’assessore all’ambiente Mario Milone, presente in rappresentanza del Governo ha detto che «il ruolo di commissario straordinario per la ricostruzione di Messina velocizzerà le procedure d’intervento: a disposizione oltre 100 milioni di euro.
Per la messa in sicurezza dei centri abitati in tutta la Sicilia. Mi auguro che già martedì prossimo quando il governatore Raffaele Lombardo sarà in aula per le comunicazioni, si potrà conoscere la prima serie di interventi concreti da avviare al più presto ma ci vorrà tempo per capire nel dettaglio come intervenire».
L’assessore ai lavori pubblici Nino Beninati ha intanto ottenuto dalla Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars il rinvio della trattazione del ddl sul piano casa.
Come aveva preannunciato lo stesso Lombardo, il testo va rivisto. La commissione quindi rinviato i propri lavori a martedì 20 dando così tempo di collegiali valutazioni alla Giunta.
Gazzetta del Sud




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