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Forfait dei deputati per il dibattito all’Ars sullo scempio del nostro territorio

ars
Indignati i messinesi Panarello, Laccoto, Picciolo. Se ne riparlerà martedì. Rinvio sul Piano casa


In un’aula semi vuota, presenti una ventina di deputati su novanta, l’Assemblea regionale siciliana ha affrontato il caso Messina. Grande delusione per chi pensava di partecipare a un dibattito acceso, approfondito, appassionato, dovuto dopo quello che si è verificato nella tragica notte di giovedì scorso a sud di Messina.

Ma la gran parte dell’Aula, assente il presidente della Regione Raffaele Lombardo impegnato a Roma, ha dato forfait svuotando di interesse gli interventi, perché certo non è esaltante parlare a un ventesimo del corpo parlamentare.

Ma così è stato per i messinesi Filippo Panarello, Giuseppe Laccoto, Beppe Picciolo, e pure per il palermitano Cintola che hanno affrontato la questione della tutela del territorio sotto vari aspetti per denunciare le tante omissioni, le negligenze, i ritardi che hanno caratterizzato la vicenda, sottovalutata nonostante le ripetute interrogazioni. Se ne riparlerà martedì prossimo.

E a proposito dell’attività ispettiva dei parlamentari, l’occasione è stata utile per rimarcare come essa appare svilita in mera esercitazione retorica priva di effetti: se infatti solo qualcuna delle interrogazioni presentate avesse trovato riscontro, si poteva e doveva operare di conseguenza, e certamente si sarebbe ridimensionato il tragico bilancio di vittime tra Giampilieri e Scaletta.

Inqualificabile comunque il disimpegno di tanti parlamentari rispetto al dramma che si è consumato in riva allo Stretto: almeno per rispetto alle vittime, a centinaia di persone ritrovatesi all’improvviso senza casa; all’enorme problema di quello che ormai viene definito un “abusivismo legale”. Autorizzazioni, con tanto di timbri e bolli dell’autorità di controllo, rilasciate per consumare altri scempi del territorio.

Perché non si tratta solo di fatti antichi ma anche di situazioni ma recenti e recentissime, alcune tuttora in corso d’opera: il risultato è di cantieri in zone vietate, come sulla spiaggia; di altri prossimi a partire perché ormai forti di autorizzazioni già incamerate. Case e lottizzazioni su sponde dei torrenti o in zone non servite da strade, o appiccicate alle colline o direttamente sull’arenile.

Tutti sanno e vedono ma gli uffici esaminano documenti e se le “carte” sono apposto… il “visto, si approva” è assicurato.

L’assessore all’ambiente Mario Milone, presente in rappresentanza del Governo ha detto che «il ruolo di commissario straordinario per la ricostruzione di Messina velocizzerà le procedure d’intervento: a disposizione oltre 100 milioni di euro.

Per la messa in sicurezza dei centri abitati in tutta la Sicilia. Mi auguro che già martedì prossimo quando il governatore Raffaele Lombardo sarà in aula per le comunicazioni, si potrà conoscere la prima serie di interventi concreti da avviare al più presto ma ci vorrà tempo per capire nel dettaglio come intervenire».

L’assessore ai lavori pubblici Nino Beninati ha intanto ottenuto dalla Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars il rinvio della trattazione del ddl sul piano casa.

Come aveva preannunciato lo stesso Lombardo, il testo va rivisto. La commissione quindi rinviato i propri lavori a martedì 20 dando così tempo di collegiali valutazioni alla Giunta.

Gazzetta del Sud

Ancora fango sugli alluvionati di Messina

La dignità della nostra classe politica finita nel fango.
La realtà stravolta per fini di difesa o per propaganda.

L’ennesimo teatrino di politici parlanti a porta a porta ha svelato ancora una volta la loro incapacità nel prevenire e curare i mali di questa nostra nazione.

Ieri gli italiani ma ancor di più i messinesi e le popolazioni colpite dal nubifragio volevano risposte.

Dalla “terza camera” dello stato così ricca di esponenti autorevoli, volevano rassicurazioni, scuse e certezze.
Niente di tutto questo hanno ascoltato.

Come in un flipper che sta per andare in “tilt” la pallina saltava con scatti nervosi da una parte all’altra.
Non c’era maggioranza ed opposizione a farsi rimbalzare la responsabilità.
Stavolta era il governo contro gli enti locali.
Tutti politicamente schierati dalla stessa parte ma tutti alla ricerca del capro espiatorio.

Uno piccolo e poco importante su cui far ricadere ogni colpa.
L’oggetto del contendere era ovviamente rappresentato dagli interventi di “messa in sicurezza” che dopo l’alluvione e le frane dell’ottobre 2007 dovevano essere eseguiti nei territori oggi cancellati dal fango.

Dopo una breve dissertazione sull’abusivismo riscontrato sul territorio ed ora denunciato dal comandante dei vigili urbani di Messina (vorremmo capire come mai queste denuncie arrivano sempre il giorno dopo le tragedie…) si inizia a parlare delle reali responsabilità.

Il sindaco di Scaletta Zanclea a gran voce dichiara che questi interventi erano stati più volte sollecitati alla Regione Sicilia.
Lombardo risponde che tutti i fondi a disposizione(tre milioni di euro) erano stati spesi per le opere necessarie ma erano ovviamente pochi.
“Noi non abbiamo colpe, abbiamo fatto il possibile e la magistratura lo accerterà”. Insomma come si dice da noi “mettiamo le mani avanti…”

Il ministro Prestigiacomo smentisce Lombardo asserendo che i tre milioni di euro risultano ancora nel capitolo di spesa e pertanto non sono stati mai spesi.
Il ministro all’ambiente aveva a caldo dichiarato: «La comunità messinese è stata molto sfortunata, ma una cattiva gestione del territorio ha fatto il resto».

“Hanno litigato, protezione civile regionale e genio civile, non concludendo niente.”

Dopo l’affondo alla regione si diletta in propaganda, sbandierando le ampie risorse che il governo aveva generosamente messo a disposizione per il ripristino degli assetti idrogeologici della nazione, dimenticando però quanto già affermato poche ore dopo l’alluvione: “Niente soldi per il suolo” – “Per quest’anno per la difesa del suolo abbiamo 50 milioni. Per il 2010 sapete quanto c’e'? Zero”

Bertolaso gioca allora la sua carta. “Oltre i tre milioni ne sono stati messi a disposizione altri quattro per mettere in sicurezza quei luoghi”.

Il capo della protezione civile è convinto che a la causa sia da ricercarsi nell’abusivismo: “Io non faccio polemiche – aveva dichiarato prima – ma cerco di risolvere i problemi, è però evidente che non può essere la Protezione Civile a risolvere i problemi di dissesto idrogeologico creati dall’abusivismo”.

I servizi esterni da Giampilieri evidenziano però che solo 40 mila euro sono stati investiti per realizzare inutili “gabbiotti” di inerti per tentare di arginare il torrente.

Insomma chi non ha speso questi soldi? Chi non ha adempiuto al suo mandato?

Vale la pena ricordare la denuncia precisa dell’Ing. Sciacca a proposito dei lavori non eseguiti: A seguito dell’alluvione del 2007 negli stessi luoghi in cui si è registrata oggi la tragedia – ha raccontanto l’ingegnere capo – fui incaricato dalla Protezione Civile regionale di redigere un piano di interventi che desse soluzione al dissesto idrogeologico della zona, piano che presentai tra novembre e dicembre dello stesso anno. Da allora non ebbi più notizie nonostante le frequenti sollecitazioni che feci al responsabile, Salvatore Cocina, che – denuncia Sciacca – ha responsabilità gravissime nel disastro.

Certo in questo momento accusare qualcun altro sembra sia il miglior modo per non sentirsi il peso sulla coscienza di uomini, donne e bambini morti per colpa di una criminale mancanza da parte di chi ci governa e ci amministra.

Si getta altro fango per sporcare tutto, lordarlo per renderlo irriconoscibile, far scomparire le impronte, devastando la sola cosa che è rimasta in piedi, la dignità dei messinesi.

Le case abusive, se abusive erano andavano demolite!
I muri, i terrazzamenti e la piantumazone andava eseguita in tempo!

I soldi si dovevano rendere disponibili subito!
Ognuno con il proprio ruolo, assolvendo il proprio dovere, avrebbe dovuto impedire questo eccidio.
Adesso invece tutti attenti a non finire invischiati in quel fango che ha cancellato la vita di troppe persone.
Certo si scoprirà che alla fine probabilmente saranno tante “piccole” mancanze che messe tutte insieme hanno generato un grave dolo.

Così come il dolore adesso è diviso e condiviso in tante case dove si piangono i morti, anche le responsabilità verranno frammentate in tanti parti.
Piccoli pesi che scompariranno presto sulle spalle di funzionari e politici a differenza di quel dolore che resterà immenso, indivisibile e indelebile nei cuori di chi senza colpa ha pagato per errori altrui.

Con i funerali si spegneranno i riflettori del circo mediatico e tutto verrà spinto verso l’oblio.
Ma per favore, basta fango.

StoStretto

“Bollettini inattendibili” Sindaco polemizza con protezione civile

“I bollettini meteo diffusi dalla protezione civile sono lontani dagli standard qualitativi che un servizio così importante impone”.
Lo ha detto Giuseppe Buzzanca, sindaco di Messina dopo le dichiarazioni del sottosegretario Guido Bertolaso in Senato.
buzzanca
“Si tratta – prosegue Buzzanca – di telefax inviati a tutta la Sicilia che non danno indicazioni chiare ed inequivocabili alle varie sezioni della protezione civile nei diversi comuni”.


DISCREPANZE di un Sindaco abituato a ben altri Standard :

LA SICILIA – Quotidiano di Catania – la riporta in “spalla”, e la riprende all’ interno:

Risarcirà oltre 11 mila euro per un conferimento di incarico da presidente della Provincia.

Il sindaco Buzzanca condannato dalla Corte dei conti

Palermo. L’attuale sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca è stato condannato dlla Corte dei conti a risarcire 11.160 euro, oltre alla rivalutazione monetaria , gli interessi legali e 217 euro per spese di giudizio.

La sentenza(709/2009) emessa dalla Sezione giurisdizionale riguarda però una vicenda del 2002, quando Buzzanca era presidente della Provincia : il conferimento a Samuele Mussillodi un incarico fiduciario di ‹‹esperto esterno›› per l’espletamento del ‹‹Servizio di previsione metereologica, con particolare riferimento alle condizioni microclimatiche del territorio provinciale e dell’area dello Stretto di Messina».

La determinazione del presidente dela provincia faceva seguito ad una nota con la quale il dirigente del 7° Dipartimento provinciale, Ufficio di Protezione civile, segnalava l’esigenza «che fossero acquisite informazioni di maggior dettaglio sulle condizioni metereologiche susseguentesi nel territorio provinciale e ciò nell’ottica dichiarata di un miglioramento delle attività in regime di emergenza, di competenza della Provincia da elpletarsi in occasione di eventi idrometeorici particolarente intensi,comportanti rischi di alluvioni, allagamenti, smottamenti del terreno, pericoli per la viabilità, ecc.»

I giudici contabili, però, hanno ritenuto illegittimo l’affidamento dell’incarico «Non si comprende affatto- sottolineano nelle motivazioni della sentenza – che il Buzzanca potesse ritenere che il Mussillo (il quale non era nenche laureato in discipline afferenti la metereologia enon disponeva sicuramente di strumentazioni tecnologicamente avanzatssime, come.quelle in dotazione ai Centri dell’Aeronautica Militare, al servizio tecnico idrografico Regionale,al dipartimento Nazionale e e Regionale della Protezione Civile ) fosse in grado di fornire informazioni ulle condizioni micro – climatiche del territorio provinciale di maggior dettaglio,pregio ed utilità rispetto a quelle elaborate e diffuse dagli Organi specializzati sopra indicati».

Per la stessa consulenza i giudici contabili avevano già condannato un altro presidente della Provincia, Salvatore Leonardi.

ANTONIO DI GIOVANNI

Comune di Scaletta Zanclea: L’utile e il dilettevole…prima della strage.

A pochi giorni dalla tragedia che ha investito il comune messinese, ecco cosa riportava il settimanale Centonove di Messina.

scaletta_zanclea

“Scontro sulla Piazza Reitano

Alla presenza del fratello Vincenzo e della figlia del cantante calabrese Grazia, si è tenuta la cerimonia di intitolazione di una piazza a Mino Reitano.

Su proposta del primo cittadino Mario Briguglio, la giunta comunale ha deciso di dedicare la piazza Saponarà, dove si trova l’unico ufficio postale di Scaletta Zanclea, all’ artista scomparso in quanto negli anni ‘60 Reitano è stato assiduo frequentatore del paese jonico, dove il fratello maggiore, Vincenzo, noto come Gegè, batterista del suo complesso, si era sposato con una locale.

Alla cerimonia erano presenti tutti gli amministratori tranne il gruppo dei consiglieri di minoranza che, pur rispettando la memoria del cantante scomparso, contestano agli amministratori di non aver informato preventivamente la Prefettura di Messina, che probabilmente non avrebbe concesso il cambio toponomastico della piazza in quanto la legge prevede che siano trascorsi dieci anni dalla morte della persona della quale si intende onorare la memoria.

Inoltre i consiglieri hanno verificato che nel corso degli ultimi cinque anni, altre quattro tabelle di vie paesane sono state modificate con tanto di cerimonia, senza autorizzazione prefettizia.

<provocando gravi disagi ai cittadini dovuti alla necessità di aggiornare i documenti in loro possesso.

Per questo motivo abbiamo chiesto la convocazione del consiglio comunale>>”

E intanto su Scaletta Zanclea pioveva…

Giardini naxos: il cantiere è in sicurezza?

Questo è il “panorama” che si osserva in parte di contrada Sirina di Giardini Naxos negli ultimi mesi.
Il cartello del cantiere scritto con un poco indelebile pennarello lascia poco intravedere a tutti le annotazioni, dopo le ultime piogge.
Non so bene cosa si stia costruendo, ma il cantiere sembra non operativo da circa un mese, ormai.
Ovviamente , l’ impatto visivo è notevole, ed alla vista di un profano di ingegneria, inganna: lo scavo, infatti, sembra destabilizzare tutto il versante a monte .
Sono certo, comunque, che dopo i fatti – relativamente recenti – di smottamenti avvenuti in contrada Bruderi ed a Calcarone, e quelli tremendi del terremoto abruzzese, la precedente Amministrazione e l’attuale e capace Commissario straordinario, abbiano fatto controllare che l’opera sia realizzata in sicurezza.

E una richiesta di intervento era già stata inviata, il 25 ottobre…

phpThumb_generated_thumbnailAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI
MINISTRI DELLA REPUBBLICA ITALIANA
On. SILVIO BERLUSCONI

E.p.c.
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE
SICILIANA ON. LE RAFFAELE LOMBARDO
AL PREFETTO DI MESSINA

DOTT. FRANCESCO ALECCI
AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
REGIONALE DI MESSINA

ALLA DEPUTAZIONE REGIONALE E
NAZIONALE DELLA PROVINCIA DI
MESSINA

Oggetto: Provincia di Messina, versante ionico, nubifragi del 16 del 21 e del
24 settembre 2009.

Richiesta di interventi urgenti ed improcrastinabili da parte del
Governo Berlusconi.

I sottoscritti, consiglieri provinciali, Matteo Francilia, Muscarello Antonino, unitamente all’Ass.re provinciale Mario D’Agostino, nel rispetto dei loro ruoli istituzionali, ed in rappresentanza dei quadri dirigenti e degli amministratori UDC del versante Jonico della Provincia di Messina, con la presente lettera per sapere e chiedere – premesso che :
Il versante Jonico della Provincia di Messina, comprendente i comuni che vanno da Scaletta Zanclea a Giardini Naxos, per un totale di n° 34 comuni, compresi quelli della valle dell’Alcantara, è stato interessato nei giorni 16, 21 e 24 settembre, da un violento nubifragio.

A seguito di tali eventi alluvionali, innumerevoli sono stati i danni ed i disagi subiti dal territorio interessato e dalla popolazione residente.

Un territorio in ginocchio, colpito a monte ed a valle, isolato, con gravissimi danni alle arterie di collegamento principali e secondarie, alle abitazioni ed alle attività commerciali.

Tanto per farle un quadro brevissimo e certamente ancora precario, i corsi d’acqua in piena di quasi tutti i torrenti del comprensorio jonico, sono esondati, provocando frane di notevole consistenza che hanno riversato sull’autostrada ME-CT, sulla vetusta SS.114 e sull’unica linea ferroviaria esistente, milioni e milioni di tonnellate di terriccio, pietrisco e fango, paralizzando di fatto la circolazione stradale e quella ferroviaria, ancora fino a ieri sera, sulla carreggiata lato monte dell’autostrada ME – CT, si transitava su una sola corsia, in direzione Catania.

A seguito di quanto brevemente descritto, allo stato attuale, ed in considerazione della lunga stagione invernale, i rischi di incolumità pubblica per la popolazione residente sono elevatissimi.

A fronte di tale situazione, ed a seguito di una nostra immediata richiesta, si sono svolti nella sede della provincia regionale di Messina, degli incontri con i Sindaci del comprensorio jonico, alla presenza del Presidente della Provincia ON. Ricevuto, onde fare il punto della situazione per capire quali interventi mettere in campo, per il ripristino delle normali condizioni di vita e di sicurezza della popolazione.

In tali riunioni, è emersa, con assoluta evidenza, la responsabilità di tutti gli enti sovra comunali, ci riferiamo in particolar modo, all’ANAS, al CAS, alla Regione Siciliana ed alla Protezione Civile.

Già nel non lontano 2007, lo stesso comprensorio è stato interessato da un simile se non più’ forte evento alluvionale, che all’epoca causò danni gravissimi all’intero territorio, danni che, nonostante siano trascorsi più di due anni, non sono stati mai sanati dagli enti preposti, infatti, esigui furono gli interventi, rispetto ad un quadro di dissesto idrogeologico che meriterebbe ben altra attenzione.

Ad oggi, ill.mo Presidente, nonostante lo stato di calamità e di emergenza, per il cui riconoscimento, a differenza di altre realtà nordiche della penisola, si è dovuto attendere per mesi, non si sono visti tutti quei finanziamenti, promessi e dovuti, che certamente avrebbero consentito oggi, di vivere con maggiore serenità i recentissimi eventi alluvionali.

Ci sembra le sia chiaro, ill.mo Presidente, anche in virtù di quanto si verificò lo scorso anno, che il territorio della Provincia di Messina, ci permettiamo di dire con coscienza e sapienza, è stato totalmente abbandonato e dimenticato dal Governo Berlusconi e dal Governo Regionale, basta qui ricordare brevemente anche l’alluvione dello scorso anno, che per mesi paralizzò la zona tirrenica, nell’indifferenza assoluta del suo governo e di tutti i deputati Siciliani che la sostengono in parlamento, visto che ad oggi, nonostante gli impegni assunti e le tante promesse, gli enti interessati, comuni e provincia, non hanno ancora percepito le somme necessarie onde avviare tutti gli interventi strutturali per la messa in sicurezza del territorio.

In conclusione, ci chiediamo e le chiediamo, quali sono concretamente gli interventi che il governo da lei presieduto, intende adottare nei confronti della provincia di Messina e di tutte le amministrazioni comunali colpite dai recenti e dai passati eventi alluvionali?

Messina lì 25/09/2209
Mario D’agostino
Matteo Francilia
Antonino Muscarello

Il nubifragio a Messina, Bertolaso: ”Dissesto creato dall’abusivismo”

bertolaso”Non faccio polemiche, ma cerco di risolvere i problemi”, ha detto il Capo della protezione civile, ”ma è evidente che non possiamo risolvere i dissesti idrogeologici creati dall’abusivismo”

“Eravamo in allerta meteorologica da ieri mattina, più di questo non potevamo fare: o si fa una grande opera di messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale o queste tragedie sono destinate a ripetersi”.

Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, durante la conferenza stampa che si è svolta in prefettura a Messina.

“Io non faccio polemiche – ha aggiunto Bertolaso – ma cerco di risolvere i problemi, è però evidente che non può essere la Protezione Civile a risolvere i problemi di dissesto idrogeologico creati dall’abusivismo”.

“E’ stato difficile raggiungere i luoghi della tragedia – ha spiegato il sottosegretario – perché erano chiuse l’autostrada, la ferrovia e la strada Statale e perché c’erano le strade dissestate tra le due vallate, dove si trovano i comuni che sono stati maggiormente colpiti dal nubifragio.

Stiamo facendo tutto il possibile per intervenire al più presto”.

L’Unione Sarda

L’alluvione dimenticata, ma non dal web

maltempoL’alluvione dimenticata, ma non dal web

Ora sono tutti lì a dire che il disastro era annunciato, che bisognava prevenire, che si poteva fare qualcosa.

Eppure la marea di fango che ha travolto Giampilieri e altri comuni della Sicilia orientale non è la prima volta che bussa alle porte di questo piccola frazione messinese.

Lo sanno bene i circa 1.200 abitanti di questo borgo che prende il nome da un antico proprietario terriero del luogo, Giovanni Piliero.

Forse però, almeno fino ad oggi, lo hanno saputo solo loro e e pochi altri perché il precedente che avrebbe dovuto suonare come un campanello d’allarme, quello del 25 ottobre 2007, non aveva avuto una grande eco a livello nazionale.

Forse perché allora ci furono sì ingenti danni, ma non vittime.

Ma tanto è bastato per confinare quanto accaduto nel recinto di una vicenda locale. Il che ha permesso a molti, dalla Regione al governo nazionale, di fare come se nulla fosse accaduto.

Lo hanno denunciato, questo silanzio, gli abitanti di Giampilieri cercando visibilità sui media a poche settimane dall’alluvione di due anni fa. Un grido ed un lamento, il loro, raccolto da Striscia la Notizia, che aveva inviato sul posto Stefania Petyx e l’inseparabile bassotto. Ma non era bastato.

LA RETE NON DIMENTICA – L’alluvione dimenticata allora è rimasta in pratica dimenticata per sempre.

Fino a giovedì sera, quando il fiume limaccioso è tornato a lambire le abitazioni. E, questa volta, a fare anche dei morti.

Dimenticata per tutti, ma non per la Rete, custode fedele di storie, immagini, parole. Ed è così che digitando in Google le parole «alluvione» e «Giampilieri» uno si aspetterebbe di trovare le foto che raccontano l’oggi, la drammatica attualità che gli abitanti del paese stanno nuovamente fronteggiando.

Quelle ci sono. Ma ci sono anche le immagini di allora, a ricordare a tutti che il pericolo c’era, che qualcosa si doveva pur fare.

E non si è fatto.

IL PRECEDENTE – Ci sono le immagini di Salvo Restuccia, che apre il suo sito web con una bella foto del paese visto dall’alto, un’immagine di serenità che si contrappone alla drammaticità degli scatti che, in un’apposita sezione, documentano la devastazione compiuta due anni fa dalla furia dell’acqua.

Ci sono i servizi di Striscia, postati da più utenti anche su YouTube (Guarda il video). C’è l’articolo scritto a un anno di distanza su Larderiaweb, il «sito web del paese di Larderia, non lontano da Giampilieri, che spiega come «ogni volta che piove gli abitanti tremano» e ricorda, dopo gli interventi tampone realizzati, che «qualche terrazzamento non può certo contenere la forza dell’imponente collina che sovrasta il paese».

O quello di Tempo Stretto, altro sito web che si occupa di Messina e del suo territorio, che dava voce al comitato parrocchiale del paese che spiegava come «era inevitabile che accadesse».

AUTOIRONIA - C’è anche chi, come 8gatti sempre su YouTube, ha provato a giocare sull’ironia, alternando in un montaggio di slides le immagini dell’alluvione e didascalie volutamente sarcastiche contro i ritardi nei soccorsi, l’assenza della protezione civile o dei vigili del fuoco («forse verranno domani»), la latitanza delle istituzioni (vengono salvati solo i carabinieri, «gli unici che si sono fatti vedere»).

Il tutto sulle note di nenie e canzoncine per bambini: da «Se sei felice tu lo sai batti le mani», al biancaneviano «Provate a fischiettar» e passando per «Salagadula magicadula», la formula magica della fata madrina di Cenerentola, quella che tutto può risolvere anche quando tutto sembra perduto: «fa la magia tutto quel che vuoi tu, bidi-dibodi-dibu». Ma questa volta qualcosa non ha funzionato.

Alessandro Sala – COrriere della Sera

Nel 2010 un hotel Hilton a Giardini Naxos

Hilton Worldwide ha comunicato la firma di un contratto di franchising con Russott Finance Spa per la trasformazione di un hotel full-service di fascia alta di Giardini Naxos in un hotel a marchio Hilton. Dopo il rebranding, previsto per il 2010, l’Hilton Giardini Naxos diventerà la quarta struttura Hilton nell’isola.

Quotidiamo di Sicilia

Annullata la manifestazione della 51° Rassegna Mostra – mercato del Cavallo Sanfratellano, prevista per il 3 e 4 ottobre a San Fratello

Annullata la manifestazione della 51° Rassegna Mostra – mercato del Cavallo Sanfratellano, prevista per il 3 e 4 ottobre a San Fratello
A causa degli eventi calamitosi che in queste ultime ore hanno profondamente colpito la provincia di Messina, seminando morte e devastazione in un territorio già precedentemente provato, l’Ente Parco dei Nebrodi e il Comune di San Fratello hanno annullato la manifestazione della 51° Rassegna Mostra – mercato del Cavallo Sanfratellano, prevista per il prossimo sabato 3 e domenica 4 ottobre nel Comune di San Fratello.

Il Commissario Straordinario dell’Ente Parco, Antonino Ferro e il sindaco, Salvatore Sidoti Pinto, esprimono la propria solidarietà alla cittadinanza colpita da questo dramma e rinviano la manifestazione a data da destinarsi.

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