Alleanza Cattolica sceglie Roberto Cota
Raramente Alleanza Cattolica, associazione che si occupa di studiare e diffondere la Dottrina Sociale della Chiesa, interviene su questioni elettorali, di singoli candidati.
Piuttosto preferisce situare la sua azione sul piano culturale e pre-politico.
Ma di fronte al “duello” elettorale per la presidenza alla Regione Piemonte, era impossibile tacere.
In un comunicato pubblicato sul sito, (www.alleanzacattolica.org, Per la vita e per la famiglia, Alleanza Cattolica ha scelto Cota. Roma, 26 febbraio 2010),
sottoscritto da Massimo Introvigne e Mauro Ronco, l’associazione dopo aver chiarito che il Magistero della Chiesa distingue fra questioni non negoziabili, come la vita e la famiglia, e questioni negoziabili, su cui “ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra cattolici”, interviene sulle posizioni politiche dei due candidati.
Per il centro-sinistra le posizioni della professoressa Mercedes Bresso sulle questioni non negoziabili è chiara, e risale alla nascita stessa del suo impegno politico, da «un’antica militanza radicale e dalla collaborazione con Emma Bonino» in nome del «diritto all’aborto»: «con Franca Rame facemmo una dichiarazione di aborto. Fummo incriminate per autocalunnia». Del resto, come la Bonino, la Bresso chiede l’abolizione del Concordato con la Chiesa Cattolica: «I Patti Lateranensi?…
Sì, sarebbe il momento di abolirli»
Per quanto riguarda la vita umana, la Bresso dichiara, «alimentazione e idratazione sono trattamenti medici», che possono essere sospesi in casi di «vita artificiale» come sarebbe stata quella di Eluana Englaro, per porre fine alla quale ha a suo tempo offerto le strutture pubbliche della Regione Piemonte.
È stata e si dichiara in prima linea nella promozione della pillola abortiva RU486. Sulla famiglia, in tema di unioni omosessuali afferma:
«Per il momento credo si debba introdurre un provvedimento simile al PACS che garantisca diritti veri. In prospettiva (…) credo che si debba pensare ad un riconoscimento vero e proprio come il matrimonio».
Si potrebbe pensare che le scelte in materia di aborto e di fine vita sono problemi che non riguardano gli amministratori locali, invece non è così, sono gli ospedali ad essere coinvolti, su cui la regione ha un’ampia competenza, così come la politica regionale incide sulla famiglia.
La candidata del centrosinistra anche sulla questione immigrazione esalta un multiculturalismo che mette tutte le culture sullo stesso piano e in nome dei diritti delle minoranze misconosce i diritti della maggioranza.
Inoltre non contrasta efficacemente l’immigrazione clandestina oltre a proporre, in tempi di crisi economica, lo stanziamento di ben quattro milioni di euro per sostenere iniziative multiculturaliste e nuovi ambigui carrozzoni regionali.
Il candidato di centro-destra on. Roberto Cota afferma il comunicato di Alleanza Cattolica ha testimoniato in Parlamento – dal caso Eluana alle controversie sulle unioni omosessuali – una posizione su vita, famiglia e libertà di educazione chiara e coerente, espressa nel “Patto per la vita e per la famiglia” sottoscritto a Torino il 24 febbraio 2010.
Le proposte di Cota che appartiene alla Lega Nord non sono xenofobe o razziste ma al contrario moderate e realistiche, garantiscono il contrasto all’immigrazione clandestina e si fondano sulla tesi ragionevole secondo cui il Piemonte non può ricevere un numero illimitato d’immigrati.
Questa tesi trova – scrive il documento di Alleanza Cattolica – sostegno anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale afferma al n. 2241 che le regioni più ricche sono tenute ad accogliere gli immigrati «nella misura del possibile» e che «le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche».
Inoltre della coalizione Bresso fanno parte la sinistra comunista e la lista radicale Bonino-Pannella, le cui posizioni inconciliabili con la dottrina sociale naturale e cristiana sui principi non negoziabili, e non solo, non hanno bisogno di particolari illustrazioni o commenti.
Inoltre con la Bresso sono alleati quelli dell’UDC, che Introvigne ricorda che è inutile illudersi: chi vota Udc vota il listino della Bresso, e chi vota quel listino vota Chieppa.(Comunisti Italiani)
Che su Castro non transige: in un ordine del giorno presentato alla Regione chiede che siano «respinti gli attacchi strumentali e la campagna diffamante contro Cuba» e che il Piemonte dichiari «che il governo cubano garantisce ai propri cittadini standard di vita (…) che spesso non sono garantiti neanche nei Paesi cosiddetti avanzati».
Inoltre il Chieppa sul crocefisso dichiara che «sarebbe giusto che in tutti gli uffici pubblici non venissero esposti simboli religiosi».
Pertanto se queste sono le premesse dei due candidati, Alleanza Cattolica rivolge dunque un appello alle associazioni cattoliche, ai loro dirigenti e ai singoli cattolici piemontesi perché contrastino attivamente la candidatura della professoressa Bresso, scegliendo invece il candidato del centro-destra onorevole Roberto Cota.
DOMENICO BONVEGNA


















1 aprile 2010 alle 18:31
Mi vergogno di essere italiana e di sentine nel 2010 una persona appena eletta con uno scarto minimo di voti ptresidente del Piemonte.
Signor Cota, la pillola abortiva deve essere messa in commercio in Piemonte, come sutto il territorio italiano, si vergogni con queste battute, non è lei a decidere per le donne.
Chi si crede di essere?
Come rappresentante pubblico, si tenga le sue opinioni per sé e si ricordi che ha vinto per un risicato 0,4%, chi no l’ha votata forse la pensa diversamente, così facendo sta già perdendo consensi, come donna e cittadina mi sento offesa due volte, lei non può decidere per le donne e cittadine.
Il Medio Evo mi sembrava superato.
Dimostra di non essere una persona obiettiva. Le ripeto mi vergogno essere rappresentata da gente come lei, e poi vi lamentate che cresce l’atensionismo.
Ci pensi prima di parlare in pubblico