In alcune sedi i magistrati non hanno rispettato oggi l’invito del Consiglio Superiore della Magistratura a lasciare l’aula, mentre parlava il rappresentante del governo.

I magistrati sono rimasti in aula a Messina, Reggio Calabria e Catanzaro.

A L’Aquila invece i giudici hanno indossato le toghe nere in ricordo delle vittime del terremoto.

Anche lì i magistrati sono rimasti al loro posto. Le protesta non è stata totale anche in altre città italiane, tra cui Napoli.

Se ieri Berlusconi ha lasciato contento e soddisfatto la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario alla Corte di Cassazione, oggi l’Associazione Nazionale Magistrati protesterà in tutte le Corti d’appello, mentre i magistrati lasceranno l’aula quando interverrà il rappresentante del ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano.

Ieri Berlusconi, mentre attendeva il Capo dello stato aveva raccontato una barzelletta, poi ha incassato parole di approvazione sulla riforma della giustizia da parte del primo presidente Vincenzo Carbone e del procuratore generale, Vitaliano Esposito.

“Debbono essere accolte con favore tutte le iniziative volte a contenere la durata del processo entro termini ragionevoli, – ha detto Esposito – secondo i parametri indicati dalla Corte di Strasburgo”, aggiungendo che “ogni intervento in tale direzione, se non vuole produrre guasti maggiori dei benefici auspicati, deve essere necessariamente preceduto da una radicale riforma strutturale dei sistemi sostanziali e processuali oltre che da un adeguato potenziamento delle risorse umane e materiali”.

Il disegno di legge ora all’attenzione della Camera è contestato perché si applica retroattivamente a diversi processi in corso, tra cui i due processi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che verrebbero estinti.

Il presidente Carbone,denunciando l’atteggiamento troppo “mediatico” di alcune toghe, ha invece detto che “La giustizia non ha bisogno di audience, ma di fiducioso rispetto” e che “desta perplessità la partecipazione di giudici ai talk show televisivi”…quasi “alla ricerca di una verità mediatica diversa da quella processuale”.

L’apertura della cerimonia di inagurazione dell’anno giudiziario si è avviata ieri verso un clima di rasserenamento del clima.

“I contrasti tra foro e magistratura e tra magistratura e classe politica non sono più tollerabili” ha detto Vitaliano Esposito.
Vedremo quello che ci porterà la giornata di oggi, che si era preannunciata molto calda.

In Dies

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