CRAXI, IL NEBROIDEO
San Fratello (Messina). L’ultima volta che Bettino Craxi mise piede a San Fratello, il paese che diede origine alla famiglia, fu il 1991.
Arrivo’ a bordo di un elicottero al campo sportivo.
Ci fu un assalto gioioso e la gara tra amministratori a chi doveva salutarlo per primo.
Ad un tratto, pero’, le pale del veicolo ancora in movimento fecero alzare un polverone talmente fitto da procurare un comico “fuggi fuggi” di sindaci e deputati.
Un “fuggi fuggi” che si ripete a distanza di 19 anni dalla sua visita nel comune nebroideo, e a 10 dalla sua morte avvenuta il 16 gennaio 2000.
A San Fratello, infatti, paese dove il centro sociale e’ dedicato allo statista socialista e la biblioteca comunale e’ intitolata al nonno Benedetto, Craxi non e’ stato ricordato in nessun modo.
A fare pubblica ammenda e’ il sindaco Salvatore Sidoti Pinto.
“Nessuna scelta politica, la verita’ e’ che ce lo siamo dimenticati-ammette mortificato il primo cittadino-faccio autocritica e me ne scuso con tutti.
Sarebbe stato giusto inviare una delegazione in rappresentanza del comune o almeno una corona di fiori sulla tomba.
Ma a dovere essere ancora piu’ mortificati dovrebbero essere i socialisti di San Fratello che non hanno organizzato nessuna iniziativa, ne’ sensibilizzato l’ente sull’organizzazione di un ricordo all’onore di Bettino Craxi”.
Il rapporto tra San Fratello con la famiglia Craxi e’ sempre stato stretto.
L’amministrazione comunale fu l’unica in Italia a proclamare il lutto cittadino per la morte dell’ex presidente del consiglio.
E una delegazione guidata dal sindaco dell’epoca, Giuseppe Ricca, prese parte ai funerali.
Lo statista conosceva bene i Nebrodi.
Durante il suo esilio ad Hammamet ne diede dimostrazione ad un consigliere di Naso, Salvatore Calio’, che ne 1998 in vacanza con la famiglia nelle localita’ turistica tunisina, riusci’ ad incontrarlo.
E’ bastata una telefonata al numero di casa, procurato in albergo, professarsi un “militante dei Nebrodi” e la porte di casa Craxi si schiusero.
“Ma che fina ha fatto Aldino Sardinifirri, l’ex sindaco di Castel’Umberto?
E Cimino di Patti? Nicola Capria?”.
I ricordi erano nitidi, le domande circostanziate come chi conosceva bene il territorio.
“Lo sa che a San Fratello c’e’ una biblioteca dedicata a mio nonno?” ha chiosato.
Poi cita anche Nanni Ricevuto, attuale presidente della Provincia regionale di Messina quando Calio’ gli ammette “che in Sicilia siamo allo sbando”.
Craxi non e’ d’accordo. “Anzi in Sicilia non potete lamentarvi.
Dovrete ringraziare il gruppo di Nanni Ricevuto che ha avuto il coraggio di rifondare il partito (Pss, ndr) e continuare, rischiando in prima persona”.
Alle ultime amministrative si ventilava la candidatura a sindaco di Stefania Craxi, figlia del leader socialista, che poi fece un passo indietro a punto’ su Bettino Manasseri.
Fu lei a prendersi cura del cavallo sanfratellano che nel 1991 fu donato all’ex presidente.
“Anche se e’ nato a Milano-racconto’ Bobo Craxi, figlio di Bettino, che partecipo’ ad una manifestazione in memoria del padre organizzata un mese dopo la scomparsa a 66 anni-si sentiva siciliano, ne aveva i tratti somatici, la passionalita’, l’ironia”.
Mentre un striscione rosso si affacciava sulla piazza principale con la scritta “Bettino il tuo pensiero vivra’ sempre con noi”, a salutare il primogenito dello statista, quel giorno, furono cinquecento persone tra cui i sindaci di Acquedolci Nino Galati; Franco Cortolillo di Sant’Angelo di Brolo; ex amministratori come Calogero Corica, per vent’anni a capo della giunta di Sinagra; Salvatore Mangione di San Fratello; Aldino Sarinfirri, ex parlamentare regionale e primo cittadino di Castel’Umberto; l’ex ministro Salvo Ando’: Franco Cimino, ex senatore socialista di Patti.
Gli stessi che lo accolsero nelle due visite sui nebrodi nel 1984 e nel 1991.
Bobo Craxi parlo’ per ultimo.
Quando un cameramen di una tv locale lo “impallo’” sul palco disse: “A proposito dell’irruenza di mio padre questo lui non lo avrebbe tollerato- ammise tra il serio e il faceto, come non avrebbe tollerato di parlare dopo l’intervento di sette persone”.
Centonove – G.Cusumano


















27 gennaio 2010 alle 12:26
I socialisti ,quelli veri, rimarranno tali per sempre.per ora sono “dormienti” nella speranza di giorni migliori;e di una nuova legge elettorale-proporzionale.