La rete e il rincoglionimento di Farmville
La rete ha una natura orizzontale, non gerarchica.

La rete è potenzialmente un Grande Fratello alla rovescia, in cui la moltitudine può controllare il centro!
In rete, le mie pagine fatte in casa nei ritagli di tempo hanno la stessa potenziale visibilità di quelle per esempio di un governo, realizzate da webmaster professionisti e strapagati (e come ci sguazzano, i professionisti, quando i politici gli commissionano lavori di cui non capiscono niente e sono disposti a pagare cifre assurde, ovviamente con i soldi nostri!).
La rete chiama condivisione e collaborazione, stravolgendo le categorie tradizionali della «proprietà intellettuale», dei brevetti, del copyright.
Ma non è necessariamente disordine e anarchia, anzi, dietro ci può stare un nuovo modo di pensare e agire che ha individuato regole precise, definite dalla cosiddetta etica hacker.
Internet non è essenzialmente il luogo dove si va a «navigare», ma dove le persone possono comunicare tra di loro come mai è stato possibile nella storia.
Internet non è in sostanza un fatto di tecnologia, ma di persone.
Assuefatti alla passività da decenni di cultura televisiva, facciamo però fatica a usare la rete per comunicare veramente.
E continuiamo a insegnare ai nostri figli quello che abbiamo capito noi della tecnologia, non preoccupandoci se in questo modo forniamo loro o no gli strumenti oggi indispensabili per crescere davvero, autonomamente, come persone.
Così anche gli adolescenti che – si dice – non guardano la TV, ma vanno su internet, poi magari si scopre che su internet ci vanno sostanzialmente a guardare la TV, a scaricare video, oltre che musica.
E usano i social network come un tempo si andava al muretto, o come i graffiti sui vagoni ferroviari: una affermazione di esserci, di esistere, che però è generalmente tutt’altra cosa dalla consapevolezza di poter agire nella società da protagonisti, per quello che si è e non solo per come si appare.
Lo stesso i loro genitori e nonni: finché ci si limita a giocare a Farmville, è bello e ci si rilassa, ma comunque non si cambiano le cose.
C’era una volta il «popolo», facimente manipolabile attraverso i mezzi di comunicazione di massa, che guarda la TV e si rispecchia in un capo.
Oggi, forse potrebbe esistere una vera democrazia di persone, che sanno usare la rete in modo attivo…
BambiniOggi


















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