Milazzo e Barcellona: i reparti fantasma
Le assunzioni dirottate in altre strutture non autorizzate
Che ci fossero delle irregolarità nell’attivazione di alcuni reparti degli ospedali della Ausl5 di Messina lo aveva denunciato nel 2007 l’ex segretario della Cisl medici, Attilio Andriolo: la risposta dei vertici dell’azienda sanitaria guidati da Salvatore Furnari,però, era stato il silenzio.
Ma adesso i nuovi vertici aziendali le irregolarità le hanno messe nero su bianco:”Risultano attivate con assegnazione del relativo personale Unità operative ospedaliere che non risultano né nell’atto aziendale né di conseguenza nella pianta organica approvata dall’assessorato.
L’attivazione di queste strutture, quindi, richiedeva specifiche autorizzazioni assessoriali che dessero il via libera al conseguente aumento della pianta organica cui doveva corrispondere un aumento delle risorse economiche”, hanno dichiarato il direttore generale Salvatore Giuffrida e il direttore amministrativo Marco Restuccia.
Il riferimento è al reparto di Ostetricia Ginecologia di Milazzo diretto da Bruno Magliarditi, assessore al turismo e sport nella Giunta dell’ex sindaco di Milazzo Nino Nastasi: sulla carta il reparto non esisteva.
Ne esisteva invece uno di FRU, Fisiopatologia Riproduzione Umana, che prevedeva l’impiego di un numero nettamente minore di medici infermieri personale ausiliario.
Nella logica dell’ atto aziendale l’attività di ginecologia si sarebbe dovuta concentrare nel vicino ospedale di Barcellona.
Dove, invece, sulla carta esiste il reparto di Traumatologia ma da anni funziona un vero e proprio reparto di Ortopedia che dirige Andrea Buemi.
Sempre a Barcellona è attivo il reparto di Dialisi diretto da Francesco Barresi, di cui c’è bisogno ma di cui non c’è traccia nell’atto aziendale.
Al Cutroni Zodda di Barcellona nell’era del manager Furnari è stato attivato il reaparto, non previsto dall’atto aziendale di Unità di Terapia Intensiva Cardiologica: la guida è stata assegnata a Filippo Marte, che è anche capogruppo del PDL del Consiglio comunale della città del Longano.
Nel 2007, dopo gli esposti dell’ allora Cisl medici la magistratura aprì un’inchiesta concentrata soprattutto sull’ attivazione dell’Ostetricia Milazzo.
I militari della Guardia di Finanza sentirono alcune persone informate sui fatti e sequestrarono documenti.
Michele Schinella – Centonove


















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