I Comuni di Giardini e Taormina sollecitati a intervenire
Cedimenti al costone dove poggia un viadotto della A18


Diventa sempre più una potenziale “bomba ecologica” la situazione ambientale nella zona del torrente Sirina. Una lettera che segnala la «grave situazione dell’alveo del torrente e i rischi per la pubblica e privata incolumità» è stata inviata nelle scorse ore, ai vari enti territoriali competenti e ai sindaci di Taormina e Giardini, dal coordinatore Udc di Giardini, Giuseppe Cacciola, che evidenzia i gravi pericoli in essere oggi in tutta l’area di fronte all’ospedale “San Vincenzo”.

«L’alveo – scrive Cacciola – è pieno di materiale lapideo accumulatosi a seguito delle violente precipitazioni recenti e dei mesi scorsi.

È ricolmo di materiale inerte trascinato a valle dalle precipitazioni, con un innalzamento del fondo del letto del torrente, posto adesso a circa 50 cm dal livello della strada torrentizia e della via Marconi.

Tale strada torrentizia è stata erosa fino a ridursi a circa 2 metri di larghezza, con pericolo per il transito degli abitanti, ed è pericolosa in quanto la parete lato torrente è priva di sostegno, mentre la gabbionata, collocata anni fa dal Genio civile, è stata quasi del tutto divelta.

L’anomalo riempimento dell’alveo comporta l’innalzamento delle acque del torrente che potrebbero ora investire le strutture dei ponti sulla Ss 114 e della ferrovia.

Nella zona alta del torrente si sono poi rilevate frane ed un notevole apporto di terra e massi, che suscitano forte preoccupazione di cedimenti alla sommità dove poggia un viadotto della A18.

Nel costone lato Catania si nota una parete molto inclinata, ed il cedimento della via Crocifisso, che sovrasta il torrente Sirina, ha apportato ulteriore materiale detritico nel letto dello stesso.

Risultano divelte condotte idriche, fognanti ed elettriche che, ad oggi, non sono state ripristinate, con presumibile inquinamento del torrente».

Si chiede un intervento immediato ai Comuni di Taormina e di Giardini, che nell’ambito delle proprie competenze di Protezione civile locale, alla data odierna «non hanno messo in atto nulla per eliminare o alleggerire i rischi».

Gazzetta del Sud

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