mangiar_sanoGiusi D’Urso, biologa nutrizionista e patologa clinica originaria di Francavilla di Sicilia, ma oggi residente e felicemente sposata a Pisa, continua a conciliare gli impegni professionali con la spiccata inclinazione per la scrittura.

Aveva esordito nel 2006 con il romanzo introspettivo “Il bene tolto” cui ha fatto seguito, due anni dopo, una gradevole pubblicazione divulgativa, stavolta strettamente attinente alle sue competenze lavorative e scritta a quattro mani con la collega Paola Iacopetti, intitolata “Mangiando in allegria” (che è stata anche recensita dal Tg2 Rai).

Adesso, per i tipi della “Manidistrega” di Livorno (collana “Sentieri”), è arrivato nelle librerie “Spunti di Nutrizione ed altro…”, con cui la D’Urso prosegue nel mirabile sforzo, già intrapreso col precedente “Mangiando in allegria”, di spiegare in maniera chiara e scorrevole le regole da seguire per alimentarsi in modo sano e genuino.

Trattasi, in realtà, di una raccolta delle collaborazioni giornalistiche dell’autrice con il settimanale pisano “Il Fogliaccio”; ma, come non ci si stanca mai di ripetere, i giornali “passano” (nel senso che difficilmente il comune lettore li conserva o ne ritaglia gli articoli più interessanti), mentre un libro “resta” e, pertanto, bene fanno quei giornalisti o collaboratori esterni, come la dottoressa D’Urso, che racchiudono in un volume il materiale di maggior pregio da essi prodotto per la carta stampata.

Ma, come recita lo stesso titolo della pubblicazione, c’è anche… dell’altro: Giusi D’Urso si è, infatti, egregiamente cimentata lei stessa pure nelle illustrazioni dell’opera (compresa l’immagine di copertina), particolarmente colorate e ad effetto proprio nell’intento di rendere il lavoro accattivante anche sotto l’aspetto grafico.

E non solo: tra un capitolo “ufficiale” e l’altro l’autrice, prendendo spunto dalla sua infanzia in un piccolo centro di provincia quale Francavilla di Sicilia ancora all’insegna (erano gli Anni 60-70) della salubrità dell’aria e della sana e gustosa cucina “della nonna”, fa affiorare i suoi ricordi autobiografici additando ad esempio, attraverso brevi considerazioni che si “vestono” di poesia, un modello di vita e di alimentazione oggi pressoché scomparso, ma che andrebbe in qualche modo recuperato.

Erano i tempi, per intenderci, quando si faceva merenda con i pomodori strofinati sul pane, quando i fagioli venivano chiamati “la carne dei poveri”, quando dissetarsi allo zampillo di una fontanella arrecava un indicibile sollievo, quando bambini e ragazzi trascorrevano pomeriggi interi a giocare all’aria aperta e le serate davanti alla stufa a legna ad ascoltare i racconti della nonna: questo ed altro ricorda Giusi D’Urso di un mondo che ormai non esiste più, nemmeno – ahimè – nella “sua” Francavilla.

La recente fatica editoriale della nutrizionista è, dunque, apprezzabile anche sotto il profilo letterario oltre che scientifico-divulgativo.

Quanto a quest’ultimo, dalle pagine di “Spunti di nutrizione ed altro…” si apprende, tra l’altro, dell’importanza di nutrirsi a base di prodotti biologici; della convenienza ad acquistare direttamente gli alimenti dalle piccole aziende locali instaurando rapporti di conoscenza diretta e fiducia reciproca tra consumatori e produttori (è il nuovo sistema dei cosiddetti “G.A.S.”, ossia “Gruppi di Acquisto Solidale”); che sono da preferire le bevande nelle bottiglie in Pet anziché in Pvc in quanto queste ultime vengono assemblate con una saldatura (rilevabile dalla linea di cucitura sul fondo) che potrebbe sprigionare composti organici nocivi; che è bene non esagerare con gli apparentemente “innocui” e salutari succhi di frutta; di come alimentarsi in fasi particolari della vita femminile quali la gravidanza, l’allattamento e la menopausa.

Interessanti anche i dati e le informazioni contenuti nella prefazione al libro, affidata alla penna della giornalista Linda Grilli, esperta in tematiche consumieristiche, la quale accenna anche alla possibilità che l’Unesco faccia rientrare la nostra dieta mediterranea tra le meraviglie del mondo conferendole l’ambitissima etichetta di “patrimonio dell’umanità”.

Così come per le precedenti sue pubblicazioni, anche per questa la biologa-scrittrice si è avvalsa di uno staff tutto “in rosa” del quale facevano parte, oltre alla prefatrice Grilli, le editrici Margherita Dalle Vacche ed Antonella De Vito, Cristina Vennero (che con la sua “Punto Pagina” di Livorno ha curato l’impaginazione) ed Alessandra e Claudia Taffi (che hanno fornito la consulenza erboristica); non a caso nella sua “opera prima”, ossia il romanzo “Il bene tolto”, Giusi D’Urso, pur senza scadere nella retorica femminista, esaltava la donna ed il suo ruolo nella società; ed anche in questi “Spunti di nutrizione” ha voluto riservare una pagina ad una sua intensa riflessione sull’universo femminile, le sue problematiche e le sue “marce in più”.

Rodolfo Amodeo

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