Francavilla di Sicilia, il malessere dei precari
Anche i giovani e meno giovani lavoratori precari alle dipendenze del Comune di Francavilla di Sicilia sono sul “piede di guerra” per il disegno di legge regionale che potrebbe comportare un “giro di vite” a loro discapito: si parla, tra l’altro, di mantenimento al lavoro solo dei “contrattisti” con maggiore anzianità, di assunzioni tramite concorsi in cui competere con soggetti esterni, di un aumento a carico dei Comuni della quota di copertura dei loro emolumenti e di riduzione dei posti sulla base degli esuberi nelle piante organiche comunali. Risultato: se tale disegno di legge dovesse passare così come formulato, verrebbe mandato a casa almeno il cinquanta per cento dei precari che attualmente operano nei Comuni dell’isola.
In questi giorni, pertanto, sono in corso manifestazioni ed assemblee tramite le quali i cosiddetti “ex articolisti” esprimono il loro malessere e le loro preoccupazioni per un futuro che potrebbe rivelarsi tutt’altro che roseo.
A Francavilla di Sicilia, in particolare, è stato proclamato lo stato di agitazione: i precari, riuniti nella sala consiliare durante le ore in cui dovrebbero prestare servizio negli uffici, dibattono sulle “inquietanti” novità contenute nel disegno di legge che li riguarda, tentando anche di sensibilizzare gli amministratori locali.
«Se veramente si hanno a cuore le nostre sorti – ha detto qualcuno di loro – alle varie manifestazioni di protesta che si svolgeranno nei prossimi giorni a Palermo dovrebbero partecipare pure sindaci, assessori e consiglieri comunali, i quali potrebbero senz’altro avere più voce in capitolo di noi».
Ad un’assemblea dei precari francavillesi dei giorni scorsi è intervenuto l’assessore Mohamed Mafhoum, profondo conoscitore del problema essendo stato ex articolista in un recente passato ed oggi approdato all’insegnamento, un comparto anch’esso all’insegna della precarietà.
«Il mio spassionato consiglio – ha detto l’esponente della Giunta Nuciforo rivolgendosi ai suoi ex colleghi – è di lottare in maniera unita ed ordinata, magari designando un rappresentante che si occupi di interloquire con l’Amministrazione Comunale facendosi portavoce delle istanze e delle proposte della categoria.
Il punto su cui insistere è, a mio avviso, la profonda contraddittorietà tra il sacrosanto intento, sbandierato dalle varie forze politiche, di stabilizzare tutti i precari e questo nuovo disegno di legge che, invece, lo smentisce e che, se malauguratamente dovesse andare in porto, ridurrebbe sul lastrico migliaia di famiglie siciliane».
Anche a Francavilla di Sicilia la questione non è di poco conto: sono circa quaranta, infatti, i precari a supporto degli uffici municipali.
Per tentare di saperne di più, abbiamo cercato un abboccamento con la “fonte” del problema, ossia l’assessorato regionale al Lavoro, dal cui ufficio di gabinetto ci è stato risposto che «si tratta di falsi allarmi privi di alcun fondamento, in quanto le nuove misure per i precari prevedono la copertura finanziaria per ben quindici anni dei loro emolumenti e la possibilità per gli enti locali di trovare nuove forme di utilizzo di questi lavoratori».
Da che parte sta, dunque, la verità? Se ciò può consolare diciamo che, alla fine, si è tutti sulla cosiddetta “stessa barca”: con le note vicissitudini del Governo Lombardo, anche la Regione Siciliana può considerarsi… precaria.
Rodolfo Amodeo


















Scrivi un Commento