margellettiL’autopsia lo ha accertato. Il chirurgo ha assunto una dose massiccia di “digitale”, farmaco usato per la stabilizzazione del ritmo cardiaco.

L’inchiesta della Procura di Roma è andata avanti sulla morte di Carlo Marcelletti e l’esame autoptico ha confermato i primi dubbi anche se l’incertezza resta, al momento, sovrana.

Di sicuro, il noto cardiochirurgo ha assunto una dose massiccia di «digitale», il farmaco utilizzato per la stabilizzazione del ritmo cardiaco.

Questa potrebbe essere stata la causa della morte di Marcelletti, deceduto mercoledì corso a Roma, presso l’ospedale San Carlo di Nancy.

Una morte che non ha convinto, da subito, il pubblico ministero Elisabetta Ceniccola che ha disposto immediatamente indagini mirate.

Non ci sono dubbi sulla circostanza: l’assunzione del «digitale» è certificata nella cartella clinica stilata martedì, dopo il ricovero di Marcelletti.

Ora saranno gli esami tossicologici sui reperti prelevati durante l’autopsia, eseguita ieri, a rivelare se la dose assunta da Marcelletti sia stata letale.

L’esame autoptico ha accertato che la morte di Marcelletti è stata determinata da un’insufficienza cardiorespiratoria acuta. E, a questo punto, appare probabile che sia stato l’eccesso di digitale a provocarla.

C’è da dire che il sequestro della cartella clinica ha consentito al pm Elisabetta Ceniccola (sulla morte di Marcelletti è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti e senza rubricazione di reati) di appurare che al cardiochirurgo non sono stati somministrati antidepressivi, ma che il cardiochirurgo avrebbe assunto digitale per frenare la fibrillazione cardiaca che l’ha, poi, costretto al ricovero al San Carlo di Nancy.

Al momento resta da appurare se la dose di digitale sia stata assunta per decisione dello stesso Marcelletti: in quel caso, una somministrazione così elevata farebbe ipotizzare una chiara volontà suicida da parte del celebre cardiochirurgo.

Terminata l’autopsia, la salma di Marcelletti è stata restituita alla famiglia che sta organizzando esequie private mentre il magistrato nei prossimi giorni, attraverso le audizioni di testimoni e amici del cardiochirurgo, cercherà di capire se Marcelletti avesse manifestato intenzioni suicide.

Propositi, peraltro, già palesati nel novembre scorso, quando – «rattristato e depresso» dopo l’arresto ai domiciliari perché coinvolto in un’inchiesta su sms erotici scambiati con una minore – svelò a un settimanale di aver tentato di togliersi la vita.

Fondamentale sarà la testimonianza della moglie di Marcelletti, Roberta Baldini, alla quale il cardiochirurgo ha telefonato prima di morire proprio dal letto dell’ospedale. Saranno probabilmente ascoltati anche i tre figli della coppia, Francesca, Giampietro e Claudia.

IL TEMPO

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