Ancora contenzioso: vertenza Fials, le ragioni del Segretario provinciale

“Nonostante tutto continuano… (ma la primavera sta arrivando !!!)
La recente nota informativa, redatta dai segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL, nostro malgrado ci riporta indietro di cinque anni, allorquando in modo illegittimo e arbitrario l’AUSL 5 ha escluso dai benefici contrattuali (attribuzione della fascia retributiva) tutti i collaboratori professionali sanitari.
La FIALS ha contrastato tale decisione, non riuscendo, però, ad incidere su un accordo tra i suddetti sindacati e l’amministrazione, che penalizzava fortemente infermieri, ostetriche e tecnici sanitari di radiologia, fisioterapisti ecc,
La non condivisione di tale scelta operativa e la convinzione delle sussistenza di un diritto giuridicamente tutelatole ha fatto attivare varie iniziative alla FIALS affinchè i lavoratori interessati potessero portare la vertenza in sede giudiziaria.
Ciò è stato fatto confidando che l’Autorità Giudiziaria potesse riconoscere in tale sede quanto negato in contrattazione con l’avallo delle organizzazioni sindacali di CGIL, CISL, UIL.
Dopo quattro anni, numerose udienze e diverse consulenze di cui due esitate dall’esperto nominato dal Giudice, è maturata la sentenza che ha dato ragione ai primi trentaquattro dipendenti, che per i profili di interesse, è stata ad oggi confermata dalla Corte di Appello di Messina che, in esito all’udienza del 24/03/2009, ha rigettato la richiesta di inibitoria presentata dall’Azienda Sanitaria 5,
Dell’esito positivo molti lavoratori si sono rallegrati; tale sentimento non ha trovato, però, la condivisione di alcuni rappresentanti sindacali che avevano contribuito a sopprimere tale diritto in sede di trattativa locale.
Gli stessi in un primo documento hanno manifestato i loro personali e malauguranti dubbi sulla conferma della sentenza in sede di appello (allo stato detti dubbi sono stati ampiamente chiariti dal rigetto dell’inibitoria sopracitata).
Un mese dopo, non ritenendosi soddisfatti degli effetti del primo comunicato, hanno rigirato la matassa e, con la scusa di una denuncia formalizzata dal direttore generale dell’AUSL 5 (di cui non si sa bene a che titolo manifestino di conoscerne il contenuto), hanno diffuso un altro comunicato per intimorire i lavoratori in merito alle conseguenze economiche derivanti dalla sentenza (a loro dire illecitamente ottenuta), avvertirli che potrebbero essere esposti a rischi di contenziosi “dall’esito verosimilmente scontato” (quale?) ed invitarli a meditare prima di rilasciare procure per l’avvio del contenzioso per l’attribuzione della fascia “stante che ormai il presunto diritto si è abbondantemente prescritto” ed ancora, a riconsiderare eventuali procure già conferite.
Al Fine di rimuovere ulteriori perplessità, si ritiene opportuno precisare che, la sede giudiziaria è l’unica competente a conoscere la questione e che le sentenze della Repubblica Italiana vanno rispettate in uno con i giudici che le emettono, i quali hanno competenze per non essere indotti in errore da nessuno.
Che i fondi contrattuali previsti per l’attribuzione della fascia relativa all’anno 2002 erano esistenti ed addirittura sottostimati nella perizia redatta dal CTU nominato dal giudice,.
Soprettutto, poi, che nessun foglio o “documento” erroneamente citato ed inserito negli allegati delle numerose delibere può inficiare l’ammontare delle risorse che è stato ricostruito attraverso attraverso la verifica di tutta la documentazione con un determinato, faticoso e minuzioso lavoro di contabilizzazione svolto dal Consulente tecnico nominato dal Giudice.
Per la definitiva conclusione della vicenda è ovvio che i lavoratori aspetteranno l’appello, con fiducia nella decisione dei giudici e rispetto nei diritti delle parti contrapposte poiché, non rientra nello stile dei rappresentanti FIALS strumentalizzare una sentenza a favore dei lavoratori.
La Direzione Aziendale sulla scorta di quanto affermato nel comunicato a firma delle tre OO.SS. ha proposto denunzia che, ove esistente è assolutamente fa di luogo e potrebbe esporre finanziariamente ancor di più la gestione dell’Ente Pubblico oltre che, personalmente i denunzianti.
Si stigmatizza, pertanto, l’operato delle tre OO.SS. che invece di prendere atto di una concreta possibilità di riconoscimento dei diritti dei lavoratori, assumono una posizione di avallo con chi dalla mancata attivazione di tali azioni ha un evidente tornaconto economico a danno dei lavoratori medesimi.
Così come, anche in questa sede, si stigmatizza il comportamento assunto dall’Azienda che invece di dedicare le proprie energie al superamento: del gravissimo dissesto finanziario, dell’enorme contenzioso legale che erode notevoli risorse, del malcontento diffuso tra i cittadini ed i dipendenti per le carenze e i disservizi nei presidi e nei distretti, si ostina a non riconoscere quanto di spettanza dei lavoratori.
Il rispetto che si deve ai lavoratori, alle Istituzioni, ai cittadini ed all’autentico ruolo sindacale, non può far sottacere la determinata contrarietà verso questo modo di gestire e far sindacato, così come non possono essere tollerate commistioni finalizzate a sopprimere, diritti e leggi che regolano i rapporti di lavoro” .
La Segreteria provinciale Fials


















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