policlinico_messinaViaggio inchiesta nei reparti. Affidati agli studenti

“I pazienti li gestiamo dal soli. Ma se non ce la facciamo chiediamo aiuto al medico della guardia interdivisionale.

Nel caso sia impegnato in una consulenza al pronto soccorso, e solo nei casi più gravi, chiamiamo il reperibile a casa”.

Il medico del reparto di Neurochirurgia (al padiglione E del Policlinico di Messina diretto da Franco Tomasello, il rettore dell’Università), nei giorni festivi e durante il turno notturno, entrambi indigesti ai 700 medici strutturati dell’azienda universitaria (più di uno per posto letto), ha la faccia di un giovane specializzando.

Martedì 21 aprile, alle 21 e 30, ha il volto di una ragazza al terzo anno di specializzazione che racconta con orgoglio delle sue capacità di fronteggiare anche situazioni delicate.

A lei sono stati affidati 10 pazienti ricoverati in uno dei reparti con i livelli di rischio più elevato. “Sono pur sempre un medico”, aggiunge. Ed anche super impegnato.

La neurochirurgia in formazione nega, ma sulla parete della sala medici è affisso un foglio con i turni di servizio. La domenica precedente aveva effettuato un turno, sempre da sola, di 24 ore interrotte: dalle 8 di mattina della domenica alle 8 del lunedì.

Una prassi anche per gli altri 4 colleghi di reparto. E con ritmi più cadenzati per lo specializzando di Chirurgia Oncologica, diretta da Francesco Salpietro, che si trova la piano di sopra. “Facciamo molte più ore di quelle previste ma non mi sembra che ci sia niente di male”.

TURNI OLTRE OGNI REGOLA. “Se l’orario di lavoro avesse questa durata-commenta il direttore sanitario Sebastiano Coglitore-sarebbe gravissimo”.

Per legge gli specializzandi sono tenuti a 38 ore di servizio alla settimana, oltre le quali non godono di copertura assicurativa, ma nessuno al Policlinico controlla quante ne facciano effettivamente e visto quanto succede è pure un bene: in una riunione dei direttori delle scuole di specializzazione del 26 settembre 2007 si era stabilito che dovesse “essere fatta richiesta all’azienda Policlinico del badge”.

Non se n’è fatto nulla.

SPECIALIZZANDI SOTTO TUTOR. La legge prevede anche che gli specializzandi debbano operare “sotto la guida di un medico strutturato che faccia loro da tutor”. Ciro Famulari, il direttore della scuola di specializzazione di Chirurgia, in una nota dell’ottobre 2007 ancora affissa in una bacheca accanto alla porta d’ingresso del reparto di Chirurgia d’urgenza che dirige, ha specificato il senso della norma scaricandone però l’osservanza sugli specializzandi: “Si fa obbligo agli specializzandi di svolgere l’attività sotto diretta sorveglianza di un medico strutturato”, ha scritto.

La legge, però, è fatta per essere violata. Era la vigilia del Natale 2008 quando al preside della Facoltà di Medicina, Emanuele Scribano, giunse via mail una nota allarmata di uno specializzando che si chiudeva con una richiesta di intervento:

“Confidiamo in lei affinchè possa sistemare nei vari reparti tutte quelle situazioni in cui vi sono specializzandi di guardia nei turni festivi e notturni senza medico strutturato”. Scribano girò la nota ai direttori delle scuole di specializzazione: “Sono certo che via sia la dovuta attenzione per quanto segnalato”, chiosò.

Il preside aveva peccato di ottimismo.

Perché non solo nei reparti di Neurochirurgia, ma in molti altri del Policlinico, gli specializzandi vengono lasciati senza guida e senza tutor ad occuparsi dei pazienti nei turni di notte e nei festivi.

“Dopo che il commissario Giuseppe Pecoraro dal 2008 ha posto un argine allo straordinario che pesava sulle casse per 8 milioni di euro all’anno, 3 volte quanto previsto dal fondo non sforabile, è più difficile trovare medici disposti a fare i turni notturni e festivi”, sottolinea Coglitore.

Ed infatti in Chirurgia Vascolare e in Chirurgia Toracica, due reparti, due primari, Francesco Spinelli e Maurizio Monaco, ma stesso ambiente, di notte e nei giorni festa i 46 pazienti sono affidati allo specializzando di turno.

Alle 21 di sera di domenica 19 aprile, un’ora dopo l’inizio del turno notturno, uno specializzando è alle prese con le cartelle cliniche del paziente: “Da qualche tempo i medici di strutturati non vogliono più fare i turni di notte e festivi”, ammette.

Ma non demorde: “Sto aspettando il mio primario, il professore Spinelli”. Che essendo primario è esentato da questi turni. Sebastiano Coglitore, il direttore sanitario, dapprima nega: “Non ne sono a conoscenza ma sarebbe grave”.

Poi ammette: “Giovanni Egitto, il direttore medico di presidio mercoledì 22 aprile ha avuto un incontro con i medici per risolvere il problema”. Nello stesso padiglione H, qualche ora prima, un solo medico strutturato è di guardia a 4 reparti: Pneumologia, diretta da Giuseppe Girbino, Allergologia diretta da Benito Ferlazzo, Malattie infettive, diretta da Giuseppe Sturniono, Endocrinologia diretta da Francesco Trimarchi.

Nel reparto di Pneumologia c’è una specializzanda in servizio dalle 8 di mattina: “Ci sono 12 ricoverati. Non posso dirle altro, per il resto si rivolga al mio primario”, afferma. “I pazienti ricoverati son unidci”, la corregge l’unico infermiere di servizio. La stessa sbrigativa risposta l’aveva data la specializzanda di Oculistica che pochi minuti prima era sbucata da dietro una porta del reparto diretto da Giuseppe Ferreri in cui sono sistemati i 4 pazienti che le sono stati affidati: “Non voglio rilasciare dichiarazioni”. Poi ammette: “Sono sola ma c’è sempre il reperibile a casa”. Cosa che sanno bene al Pronto soccorso generale ogni volta cha hanno bisogno di una consulenza.

CONSULENZE TELEFONICHE. Nelle stanze del padiglione NI trovano posto i bambini che hanno avuto bisogno di ricorrere alle cure dei sanitari del Policlinico: 6 reparti, 46 bambini ricoverati.

Alle 22 di martedì 21 aprile nel reparto di Clinica Pediatrica del direttore Filippo De Luca, uno specializzando è al telefono. C’è una terapia da somministrare ada una piccola paziente in cui è insorta una crisi diabetica. Dieci minuti di consulto telefonico e poi dà le istruzioni all’infermiera “Ero al telefono con il medico di guardia”, dice. “E’ nell’altra stanza”, precisa mentre vi si dirige.

Ma la dottoressa di guardia dal cognome e accento polacco, che non conosce la versione di qualche attimo prima, lo corregge: “Era al telefono con il pediatra esperto in diabetologia”. Il medico di guardia oltre che sui bambini della Clinica pediatrica deve vigilare anche su quelli di Genetica e Immunologia pediatrica di Carmelo Salpietro, Nefrologia pediatrica, di Carmelo Fede; Fibrosi cistica di Giuseppe Magazzu’ e Allergologia pediatrica di Giovanni Barberio.

Ma anche sui 12 pazienti di Neuropsichiatria infantile, non proprio affine alla Pediatria, il reparto di Gaetano Tortorella, che si trova un piano più giù. “Ma lì di servizio c’è la specializzanda”, sottolinea il medico di guardia.

E’ da sola. Sono le 22. E non apre la porta: “Domani prenda un appuntamento”, dice da dietro i vetri. “Se gli specializzandi vengono utilizzati impropriamente dipende dalla facolta’ di Medicina.

Di certo una guardia medica per più reparti della stessa branca (guardia interdivisionale) è in linea con la legge”, chiarisce il direttore sanitario Coglitore.

UNO PER TUTTI. E così domenica 20 aprile c’è un medico di guardia a presidiare due piani del padiglione C dove sono ubicati i reparti di Medicina interna diretta da Nicola Frisina; di terapia medica, diretta da Antonino Saitta: di Geriatria, affidata a Domenico Cucinotta; di Malattie metaboliche, diretta da Michele Buemi; e di Epatologia clinica di Giovanni Raimondo: 50 pazienti in tutto. “Al piano di sopra c’è la specializzanda” dice il sanitario strutturato.

Due sono, invece, i medici di guardia nei 7 reparti del padiglione F: i 5 di Chirurgia generale, il reparto di Urologia, diretto da Giuseppe Morgia e quello di Chirurgia Plastica, affidato come facente funzioni a Michele Colonna vista l’assenza per mandato parlamentare di Francesco Stagno D’alcontres.

In quest’ultimo ed in Urologia c’è uno specializzando da solo sin dalle 8 della mattina. E così nel reparto di Metodologia chirurgica diretto da Giuseppe Navarra dove lo specializzando alle 19 di sera è alle prese anche con il ricovero di un paziente: di domenica, anche se il reparto è già pieno e di pronto soccorso è di turno un altro reparto di Chirurgia.

A rispondere sull’impiego degli specializzandi è il preside Emanuele Scribano: “Gli specializzandi sanno che devono rivolgersi sempre al medico di guardia senza assumere alcuna iniziativa autonoma”. “Le cose vanno diversamente. “Lo strutturato spesso è impegnato in consulenze ed impazzirebbe se lo chiamassimo da ogni reparto.

Allora accade che assumiamo decisioni autonome ma nessuno ci spiega se abbiamo fatto bene o male”, replica uno specializzando che come gli altri vuole rimanere anonimo.

Centonove – Michele Schinnella

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