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Lombardo frena lo sbarco dei mille.

È stata una giornata complicata”, “Abbia pazienza, riprovi domani”, “Il presidente Rao non è in ufficio, provi a contattarlo telefonicamente”: è vero, quella di Italia Lavoro Sicilia, società partecipata della Regione, è stata una giornata difficile.

L’azienda infatti era finita sotto i riflettori già diversi giorni fa, quando si era scoperto che aveva promulgato un bando per la creazione di mille nuovi posti di lavoro a tempo determinato e sotto forma di stage formativi presso aziende pubbliche o private.

Per i fortunati vincitori del bando la retribuzione prevista sarebbe ammontata a 500 euro lordi al mese, per un totale di 960 ore lavorative nell’anno di assunzione.

Il tutto finanziato da fondi comunitari.

Al concorso avrebbero potuto accedere tutti i disoccupati e gli inoccupati di età compresa tra i 18 e i 65 anni.

Ad aumentare i punteggi in graduatoria dei singoli partecipanti al concorso, sarebbero intervenuti fattori come lo status di ex detenuto, o l’invalidità civile fino al 74%, o ancora un reddito annuo non superiore agli 8000 euro e altri ancora.

LiveSicilia

Niente shopping a Taormina per Corona: il re dei paparazzi condannato a Un anno e 8 mesi

La sera dell’8 marzo avrebbe dovuto partecipare a una serata in discoteca a Giardini Naxos e poi il giorno dopo in programma c’era un pò di shopping a Taormina.

E invece nelle stesse ore della prevista tappa in Sicilia, è arrivata un’altra condanna per Fabrizio Corona, che fa seguito a quella del 10 dicembre a tre anni e otto mesi per presunti ‘fotoricatti’ ai danni di alcuni vip.

Il gup di Milano ha inflitto al fotografo un anno e otto mesi per corruzione, per alcune foto scattate in carcere quando era detenuto, con una macchina fotografica che Corona era riuscito a introdurre a San Vittore corrompendo con 4.000 euro un agente della polizia penitenziaria.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini del pm di Milano Frank Di Maio, Corona, tra il 13 aprile e il 15 giugno 2007, quando era in carcere per l’inchiesta ‘Vallettopoli’, si fece recapitare dalla guardia carceraria Pasquale Costanzo una macchina fotografica usa e getta per ritrarsi in un servizio all’interno di San Vittore.

Il ‘re dei paparazzi’, secondo l’accusa, incassò poi circa 20.000 euro dalla vendita di quelle foto, pubblicate su alcune riviste di gossip.

Fu l’avvocato Tommaso Delfino, all’epoca legale di Corona, a consegnargli la fotocamera.

La guardia carceraria e l’avvocato hanno patteggiato oggi una pena rispettivamente di un anno e due mesi e di un anno e sei mesi.

Il giudice Enrico Manzi, nel condannare Corona a un anno e otto mesi con rito abbreviato, non ha concesso all’imputato le attenuanti generiche, ma ha preso in considerazione il fatto che l’agente fotografico ha risarcito il ministero della Giustizia con 8.000 euro.

Altri 8.000 euro di risarcimento sono venuti dall’avvocato Delfino.

Oltre che nel processo per i ‘fotoricatti’, Corona è già stato condannato in via definitiva per minacce a un vigile urbano e a un anno e mezzo di reclusione per detenzione e utilizzo di banconote false.

Per lui inoltre è ancora aperto un processo a Torino che lo vede imputato per estorsione ai danni del calciatore David Trezeguet.

Corona è anche indagato a Milano per evasione fiscale e bancarotta.

EMANUELE CAMMAROTO

Fini candida Internet al Nobel per la pace

Internet è un grande strumento di pace e per questo meriterebbe il prossimo premio Nobel.

«Un Nobel dato a ciascuno di noi», perché la rete è soprattutto un intreccio infinito di persone, uomini e donne, e dove c’è accoglienza, ascolto e condivisione non possono non germogliare democrazia e pace.

A parlare è il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenuto al convegno “Internet e libertà”, a Montecitorio, promosso da Telecom Italia, Fondazione Romaeuropa, comune di Roma e il magazine Wired. Fini ha sottolineato il ruolo fondamentale di internet come «strumento di libertà e di conoscenza» e rivolgendosi alla comunità internazionale ha invitato «a creare – ha detto – un forte movimento a sostegno dell’assegnazione del premio Nobel per la pace 2010 a internet, l’accesso al quale deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell’uomo».

Il presidente della Camera ha ricordato poi l’importanza degli investimenti che l’Italia sta facendo per facilitare il rapporto cittadini-pubblica amministrazione e per ridurre il digital divide ancora esistente tra le diverse aree del Paese (a giorni il Cipe sbloccherà una prima tranche, 400 milioni, dei complessivi 800 previsti dal piano Romani, ndr).

Fini si è rivolto anche alla politica, che deve approfondire la riflessione su questo mondo, «senza correre il rischio – ha sottolineato – di rimanere prigioniera del ritardo culturale che deriva da una visione della questione vecchia, superata, come per esempio considerare il web solo un nuovo media, una sorta di evoluzione della tv o peggio un incrocio tra tv, radio, computer e telefono».

Parlando poi di sicurezza, Fini ha sottolineato come il web dimostri di possedere una certa capacità di auto controllarsi, ma ha aggiunto, pure, che «l’oscuramento dei siti utilizzati per attività criminosa può talvolta subire rallentamenti, specie quando i server sono all’estero».

In questo caso, ha proseguito, «è necessario rafforzare la collaborazione transnazionale in materia».

Per l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, internet ha bisogno di una regolamentazione leggera: c’è già in ballo la reputazione delle persone che frequentano la rete e «l’unica cosa che non si può fare in internet – ha evidenziato – è limitare la libertà degli altri».

Bernabè ha ribadito anche l’importanza di investire nelle nuove tecnologie, che portano con sé un bacino di utenza in costante crescita.

Circa 19 milioni di italiani, ha detto, usano i social network e 15-16 milioni, Facebook, almeno 6 ore al giorno: «molto più che in Francia e Germania».

Il Sole 24 Ore

Alleanza Cattolica sceglie Roberto Cota

Raramente Alleanza Cattolica, associazione che si occupa di studiare e diffondere la Dottrina Sociale della Chiesa, interviene su questioni elettorali, di singoli candidati.

Piuttosto preferisce situare la sua azione sul piano culturale e pre-politico.

Ma di fronte al “duello” elettorale per la presidenza alla Regione Piemonte, era impossibile tacere.

In un comunicato pubblicato sul sito, (www.alleanzacattolica.org, Per la vita e per la famiglia, Alleanza Cattolica ha scelto Cota. Roma, 26 febbraio 2010),

sottoscritto da Massimo Introvigne e Mauro Ronco, l’associazione dopo aver chiarito che il Magistero della Chiesa distingue fra questioni non negoziabili, come la vita e la famiglia, e questioni negoziabili, su cui “ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra cattolici”, interviene sulle posizioni politiche dei due candidati.

Per il centro-sinistra le posizioni della professoressa Mercedes Bresso sulle questioni non negoziabili è chiara, e risale alla nascita stessa del suo impegno politico, da «un’antica militanza radicale e dalla collaborazione con Emma Bonino» in nome del «diritto all’aborto»: «con Franca Rame facemmo una dichiarazione di aborto. Fummo incriminate per autocalunnia». Del resto, come la Bonino, la Bresso chiede l’abolizione del Concordato con la Chiesa Cattolica: «I Patti Lateranensi?…

Sì, sarebbe il momento di abolirli»

Per quanto riguarda la vita umana, la Bresso dichiara, «alimentazione e idratazione sono trattamenti medici», che possono essere sospesi in casi di «vita artificiale» come sarebbe stata quella di Eluana Englaro, per porre fine alla quale ha a suo tempo offerto le strutture pubbliche della Regione Piemonte.

È stata e si dichiara in prima linea nella promozione della pillola abortiva RU486. Sulla famiglia, in tema di unioni omosessuali afferma:

«Per il momento credo si debba introdurre un provvedimento simile al PACS che garantisca diritti veri. In prospettiva (…) credo che si debba pensare ad un riconoscimento vero e proprio come il matrimonio».

Si potrebbe pensare che le scelte in materia di aborto e di fine vita sono problemi che non riguardano gli amministratori locali, invece non è così, sono gli ospedali ad essere coinvolti, su cui la regione ha un’ampia competenza, così come la politica regionale incide sulla famiglia.

La candidata del centrosinistra anche sulla questione immigrazione esalta un multiculturalismo che mette tutte le culture sullo stesso piano e in nome dei diritti delle minoranze misconosce i diritti della maggioranza.

Inoltre non contrasta efficacemente l’immigrazione clandestina oltre a proporre, in tempi di crisi economica, lo stanziamento di ben quattro milioni di euro per sostenere iniziative multiculturaliste e nuovi ambigui carrozzoni regionali.

Il candidato di centro-destra on. Roberto Cota afferma il comunicato di Alleanza Cattolica ha testimoniato in Parlamento – dal caso Eluana alle controversie sulle unioni omosessuali – una posizione su vita, famiglia e libertà di educazione chiara e coerente, espressa nel “Patto per la vita e per la famiglia” sottoscritto a Torino il 24 febbraio 2010.

Le proposte di Cota che appartiene alla Lega Nord non sono xenofobe o razziste ma al contrario moderate e realistiche, garantiscono il contrasto all’immigrazione clandestina e si fondano sulla tesi ragionevole secondo cui il Piemonte non può ricevere un numero illimitato d’immigrati.

Questa tesi trova – scrive il documento di Alleanza Cattolica – sostegno anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale afferma al n. 2241 che le regioni più ricche sono tenute ad accogliere gli immigrati «nella misura del possibile» e che «le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche».

Inoltre della coalizione Bresso fanno parte la sinistra comunista e la lista radicale Bonino-Pannella, le cui posizioni inconciliabili con la dottrina sociale naturale e cristiana sui principi non negoziabili, e non solo, non hanno bisogno di particolari illustrazioni o commenti.

Inoltre con la Bresso sono alleati quelli dell’UDC, che Introvigne ricorda che è inutile illudersi: chi vota Udc vota il listino della Bresso, e chi vota quel listino vota Chieppa.(Comunisti Italiani)

Che su Castro non transige: in un ordine del giorno presentato alla Regione chiede che siano «respinti gli attacchi strumentali e la campagna diffamante contro Cuba» e che il Piemonte dichiari «che il governo cubano garantisce ai propri cittadini standard di vita (…) che spesso non sono garantiti neanche nei Paesi cosiddetti avanzati».

Inoltre il Chieppa sul crocefisso dichiara che «sarebbe giusto che in tutti gli uffici pubblici non venissero esposti simboli religiosi».

Pertanto se queste sono le premesse dei due candidati, Alleanza Cattolica rivolge dunque un appello alle associazioni cattoliche, ai loro dirigenti e ai singoli cattolici piemontesi perché contrastino attivamente la candidatura della professoressa Bresso, scegliendo invece il candidato del centro-destra onorevole Roberto Cota.

DOMENICO BONVEGNA

Mafia, la protesta dei vescovi del Sud: basta feste religiose nei comuni collusi

Basta con la timidezza della Chiesa, basta con il sostegno ai politici che scendono a patti con la criminalità, basta con la falsa religiosità dei mafiosi.

Dopo il documento della Cei sul Mezzogiorno, scendono in campo i presuli di trincea con due proposte forti: uno “sciopero elettorale” che sottolinei l’inadeguatezza della classe politica e l’abolizione delle feste religiose nei paesi in cui regna la criminalità mafiosa.

Da Locri ad Acerra, da Mazara del Vallo ad Agrigento: i vescovi di frontiera parlano dalle colonne di Famiglia cristiana e fanno autocritica per le timidezze del clero.

Così Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e presidente del Consiglio per gli affari giuridici della Conferenza episcopale italiana, teme una Chiesa “icona dell’antimafia”, che sollevi i singoli dalle proprie responsabilità e lancia il guanto di sfida per non lasciare lettera morta il recente documento della Cei sul Mezzogiorno.

“Se dopo Pasqua nessuno ne parlerà, avremo fallito.

Anche nelle nostre comunità – dice – occorre riflettere sul senso della parola terribile citata nel documento: collusione”.

Monsignor Mogavero, che nei giorni scorsi era intervenuto con durezza sul decreto per la riammissione delle liste del Pdl per le Regionali e sulle leggi “ad personam”, ora invita i fedeli ad azioni dimostrative: “Ogni comunità – propone – scelga un argomento in relazione alla situazione del proprio territorio e agisca: pizzo, usura, corruzione della politica, mafia devota che offre soldi per le feste popolari”.

Invita invece ad uno sciopero elettorale don Riboldi. “Adesso tocca a noi – dice il vescovo di Acerra – Ai politici bisogna dire: o ascoltate la nostra voce, o non vi votiamo più.

I cristiani al Sud devono svegliarsi.

Oggi sono continuamente assistiti. Il Mezzogiorno non è l’Italia, oggi si può dire che è una zona annessa. Sarà brutto, ma è così.

In 50 anni al Sud ho visto solo parole ed errori: fabbriche nate e morte, terreni agricoli devastati, turismo in abbandono.

Le mafie hanno avuto terreno fertile, arato dallo Stato e da un sistema di corruzione e di collusione impostato con straordinaria efficacia.

E la gente ha subito e si è rassegnata”.

Don Riboldi non risparmia dure critiche ai rappresentanti delle istituzioni: “La cultura dell’illegalità è stata diffusa dallo Stato.

E non mi consola vedere che proprio chi ha contribuito alla logica della corruzione propone una legge contro di essa. La camorra domina i cuori e le menti.

Impedisce ai ragazzini di andare a scuola, perché è lei che li vuole educare.

Eppure tagliamo i fondi alla scuola.

Bisogna tagliare i ponti, anche quelli tra le nostre chiese e la cultura mafiosa, che spesso dimostra di essere devota”.

Un concetto che sta molto a cuore al vescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, quello che a Natale tolse i Re Magi dal presepe lasciando la scritta: “respinti alla frontiera” come immigrati clandestini.

Oggi dice: “Aboliamo ogni festa religiosa nei paesi dove si contano gli omicidi.

Il sacro non basta per ritenersi a posto se poi nessuno denuncia e la cultura mafiosa è l’unica ammessa”.

E Giuseppe Morosini, vescovo di Locri, ammette le responsabilità: “Bisognava essere più chiari, anche nelle responsabilità di una Chiesa a volte troppo timida”.

MalItalia

Par condicio, Santoro e Floris in onda il 25 marzo sul web

Prosegue la mobilitazione di giornalisti, asponenti politici e associazioni dei consumatori contro il bavaglio ai talk show politici imposto dal Cda Rai,

secondo il regolamento di par condicio approvato in Commissione di Vigilanza. Fnsi, Usigrai e Michele Santoro annunciano che Annozero andrà in onda comunque sul web, le immagini saranno disponibili per la ritrasmissione.

Giovanni Floris disponibile a condurre faccia a faccia tra i candidati alle regionali, dal Piemonte la prima richiesta.

La Federazione della stampa apre ad altre iniziative: «Copertura sindacale per tutti i conduttori che vogliano rompere il silenzio».

Da Altroconsumo e Cittadinanzattiva ricorso al Tar contro la sospensione: «La Rai non rispetta il contratto di servizio pubblico, valutiamo un azione legale anche contro il canone».

AMI

Noi a casa Loro anche

Potrebbero manifestare insieme, visto che destra e sinistra straparlano ormai lo stesso idioma: dicono entrambe che la democrazia è a rischio, che c’è un golpe strisciante

(è da quarantanni che striscia: si alzasse) e dicono entrambe che l’avversario controlla i media, che l’avversario vuole un nuovo totalitarismo, entrambe si appellano ai ricorsi e alla magistratura – in questa fase, almeno – ed entrambe si fanno prendere serenamente per il culo dai radicali, entrambe dicono che il Capo dello Stato non si discute – dopo aver cercato di strattonarlo in tutti i modi – ed entrambe sono corresponsabili di quella spettacolare idiozia che è l’abolizione dei talk show per un mese: ma sì, potrebbero ritrovarsi in piazza tutti assieme per manifestare e poi massacrarsi direttamente di botte,che le parole ormai stanno a zero.

Non è solo battutismo puerile: lo stravolgimento del linguaggio è alla sua fase terminale, chiunque può dire tutto senza che nessuno alzi ciglio, tutti possono offendere tutti perché tanto nessuno si offende più.

Fascista, comunista, golpista, razzista, piduista, pedofilo, mafioso, servo: ormai è un brusio, voci e lemmi svolazzano , insignificanti, intercambiabili, svuotati di ogni peso culturale e storico, un parolaio senza chiaroscuri.

Il pubblico, a casa, è senza talk show, ma in questi giorni almeno ci sono le partite.
Che cosa voterà, lo ha già deciso il suo portafoglio.

Libero

Sanità Sicilia: Il bilancio di un anno in una giornata di studio

Su incarico dell’Assessore per la Salute, Dr. Massimo Russo, il CEFPAS organizza a Palermo, lunedì 22 marzo 2010, una giornata di studio per tracciare un bilancio complessivo del percorso compiuto ad un anno dalla emanazione della LR 5/2009 di riordino e delineare gli impegni prospettici per la riqualificazione ed il buon funzionamento del SSR.

Al Convegno interverranno il Ministro della Salute, Prof. Ferruccio Fazio, il Presidente della Regione, On. Raffaele Lombardo, e lo stesso Assessore per la Salute.

L’iniziativa, con inizio previsto alle ore 9.00 e conclusione alle ore 13.30, si svolgerà presso il Centro Congressi del San Paolo Palace Hotel, via Messina Marine n. 91, Palermo.

«La Sicilia? Un paradiso terrestre»

Inglese di nascita, italiano d’adozione, Mick Hucknall, leader storico dei Simply Red, in Italia si sente «a casa sua», a contatto con «gente disponibile e cordiale».

Alterna periodi di soggiorno tra la dimora milanese e l’azienda vitivinicola nella tenuta di Sant’Alfio, sulle pendici dell’Etna.

Un grande amore, quello per il Belpaese…

«L’Italia è arte pura e niente mi ha mai incantato di più del cambiamento delle stagioni in questa terra meravigliosa, da sempre amata da tutti gli artisti che già nel XVII secolo l’avevano eletta meta privilegiata del Grand Tour.

Ancora oggi continuiamo a meravigliarci di fronte alle nuove scoperte che facciamo ogni volta che la visitiamo.

Ovunque si respira grande cultura e la gente sa vivere molto bene.

Della Sicilia amo la straordinarietà dei microclimi delle zone circostanti l’Etna e la lava mi rievoca qualcosa che fa pensare ai miei capelli ribelli e alla mia personalità.

E per tutti gli appassionati di pesce e frutti di mare è davvero un paradiso terrestre».

Perché ha scelto la Sicilia per la sua azienda vitivinicola?

«Fin dagli antichi greci il suolo vulcanico dell’Etna è stato ricordato per la produzione di vini originali, longevi e unici, nati esclusivamente da vitigni autoctoni».

Il suo vino rispetta le antiche tradizioni etnee.

«Abbiamo scelto la lavorazione manuale e di utilizzare un sistema biologico osservato in zona da millenni. Le vigne sorgono su terrazze con muretti di pietra lavica a secco.

Le viti, allevate ad alberello con tutori di pali di castagno, sono disposte secondo lo schema del quinconce, utilizzato dagli antichi romani, un metodo che obbliga a una manutenzione costante senza alcun tipo di macchinario.
Una produzione che non si assoggetta alle regole commerciali ma rispetta la natura».

Quali vini produce?

«Un Etna rosso da vitigni di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, i miei vigneti ultracentenari di Castiglione di Sicilia, un bianco con uve di Carricante, Grecanico e Mennella che provengono da superbe altitudini, 1300 metri sul livello del mare, e un Nero d’Avola di Pachino».

Il Giornale

I Riti Pasquali nel messinese:elemento di valorizzazione per la promozione del territorio

Iniziativa a cura de “La Via dei Greci” e della Provincia

L’assessorato provinciale alla Cultura e l’associazione La Via dei Greci insieme per valorizzare e far conoscere i riti pasquali del messinese.

Il progetto nasce dalla sinergia di idee tra l’assessore provinciale Mario D’Agostino e da Michele La Rosa, presidente della associazione che organizza eventi culturali.

A tal proposito un primo evento è stato già programmato a Roccafiorita, il più piccolo comune della Sicilia, dove in collaborazione con il sindaco Pippo Bartolotta, si svolgerà già martedì 16 marzo la tavola rotonda “Tradizioni popolari e riti pasquali, elementi di valorizzazione e promozione del territorio ” e dove sarà presente pure una delegazione di Antonovo, città della Bulgaria, gemellata col Comune di Roccafiorita. Nella stessa giornata ci sarà pure una rassegna di video documentari sul tema.

L’evento servirà a focalizzare e far conoscere tradizioni molto particolari come quelle della Val D’Agrò con ” a cerca ” di Casalvecchio Siculo,la via crucis di Savoca, I giudei di San Fratello, i canti di Longi, le varette di Barcellona Pozzo di Gotto, i babbaluti di San Marco D’Alunzio nel messinese, ma anche nelle altre province siciliane come i diavoli di Prizzi(Pa), gli archi di San Giovanni Platani(Ag), la pasqua a Piana degli Albanesi (Pa),ecc. L’iniziativa di Roccafiorita, fa parte di un progetto più ampio e dove l’assessorato provinciale alla Cultura ha previsto altri eventi sul tema a Novara di Sicilia, Messina e Mistretta.

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